Detrazioni fiscali valide per il 2026

1 gennaio 2026

Incentivi e detrazioni fiscali anno 2026 per il fotovoltaico e il risparmio energetico



Cosa vedremo in questo articolo:

  1. CER
  2. Transizione 5.0
  3. Conto Termico 3.0
  4. FER X
  5. Reddito Energetico Nazionale
  6. Bando PMI



1. Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)


Le Comunità Energetiche rappresentano oggi la forma di incentivo più moderna e interessante. L’idea è semplice ma rivoluzionaria: cittadini, imprese o enti pubblici si associano per produrre, consumare e condividere energia rinnovabile all’interno di un’area geografica delimitata da una cabina primaria(consultabile sulla mappa interattiva del GSE: https://www.gse.it/servizi-per-te/autoconsumo/mappa-interattiva-delle-cabine-primarie).


Chi può partecipare ?

Possono entrare in una CER privati, piccole e medie imprese, enti territoriali e pubbliche amministrazioni.
Non possono invece farne parte:

  • le grandi imprese,
  • i condomìni,
  • le società che vendono energia (codici ATECO 35.11.00, 35.12.00, 35.15.00 o 35.1),
  • le imprese in difficoltà finanziaria.


Come funziona ?

Le regole attuali, stabilite dal DM 127/2025, restano valide fino a novembre 2025, ma si vocifera di una proroga fino ad aprile 2026.

Il decreto prevede un contributo a fondo perduto del 40% per gli impianti situati in comuni con meno di 50.000 abitanti, senza necessità di capienza fiscale.
Tra le spese ammissibili rientrano la fornitura e posa dei pannelli, i sistemi di accumulo, le opere edilizie necessarie e la connessione alla rete.

È possibile chiedere un anticipo del contributo fino al 30% (prima del DM 127/2025 era solo il 10%).
Attenzione alle tempistiche! Gli impianti devono essere realizzati entro il 30 giugno 2026 ed entrare in esercizio entro il 31 dicembre 2027.


Costi ammissibili e tariffe

Le spese sono ammissibili nel limite del costo di investimento massimo di riferimento pari a:

  • 1.500 €/kW per impianti fino a 20 kW,
  • 1.200 €/kW tra 20 e 200 kW,
  • 1.100 €/kW tra 200 e 600 kW,
  • 1.050 €/kW tra 600 e 1.000 kW.

L’energia condivisa riceve una tariffa premio ventennale, composta da:

  • una quota fissa (80 €/MWh per impianti sotto 200 kW, 70 €/MWh tra 200 e 600 kW, 60 €/MWh oltre 600 kW),
  • una quota variabile che dipende dal prezzo zonale dell’energia e può arrivare fino a 40 €/MWh.


*Il massimale cambia in funzione della zona geografica e alla taglia dell’impianto. Nei casi migliori, il valore complessivo dell’incentivo può arrivare a 120-130 €/MWh.*


Attenzione alle eccedenze!

Se l’energia incentivata supera il 55% della produzione totale (o il 45% se si è beneficiato del contributo a fondo perduto), la parte eccedente deve essere destinata a finalità sociali o a consumatori non imprenditoriali.
Inoltre, circa il 30% dei ricavi della tariffa premio è solitamente destinato alla gestione amministrativa della CER, un aspetto che può incidere sulla redditività.


*Un consiglio pratico

Creare da zero una comunità può costare anche 20.000 euro tra atti notarili, pratiche e software di gestione. Per questo, molti scelgono di aderire a CER nazionali o regionali già costituite, che offrono costi di adesione più bassi e una gestione professionale*




2. Transizione 5.0: il credito d’imposta per le imprese


La Transizione 5.0 è l’incentivo di riferimento per le aziende che vogliono investire in tecnologie energeticamente efficienti.
A differenza delle detrazioni per i privati, qui l’agevolazione assume la forma di
credito d’imposta, utilizzabile in compensazione fiscale.


Come funziona ?

In Transizione 5.0, il fotovoltaico è considerato un intervento trainato, quindi può essere installato solo insieme a un progetto complessivo di efficientamento energetico.


L’incentivo varia dal 54% al 63% del valore dell’impianto, ma solo se si usano moduli fotovoltaici prodotti all’interno dell’Unione Europea con determinate efficienze:

  • almeno 21,5% a livello di modulo,
  • almeno 23,5% a livello di cella,
  • oppure 24% per celle bifacciali ad eterogiunzione o tandem.


*L’elenco aggiornato dei moduli ammessi è disponibile sul sito ENEA -> https://webapps.enea.it/rfvp.nsf/ *


La produzione dell’impianto non può eccedere del 5% il fabbisogno medio annuo della struttura produttiva, per evitare impianti sovradimensionati.

I costi massimi di investimento riconosciuti vanno da:

  • 1.350 €/kW per impianti fino a 20 kW,
  • 1.060 €/kW tra 20 e 200 k W,
  • 970 €/kW tra 200 e 600 k W,
  • 860 €/kW tra 600 kW e 1 MW,
  • 800 €/kW oltre 1 MW,
  • più 900 €/kWh per sistemi di accumulo.


Le risorse complessive stanziate per questo incentivo ammontano a 6,23 miliardi di euro, di cui oltre 4,18 miliardi ancora disponibili.
È ammesso anche l’autoconsumo a distanza, purché produttore e consumatore coincidano e si trovino nella stessa area di cabina primaria.


Secondo l’ultima bozza della legge di Bilancio nel 2026 dovrebbe essere introdotto un iper-ammortamentoche equivale ad un beneficio fiscale di circa il 50% per le aziende che effettuano interventi di efficienza energetica e congiuntamente installano un impianto fotovoltaico con moduli Made in EU.




3. Conto Termico 3.0: per enti pubblici e settore terziario


Il Conto Termico 3.0, atteso e rinnovato nel 2025, incentiva l’installazione di impianti fotovoltaici con accumulo in combinazione con pompe di calore elettriche. È destinato a pubbliche amministrazioni e soggetti privati del settore terziario (uffici, negozi, scuole, ospedali, ecc.)


Come funziona ?

L’incentivo base copre il 20% delle spese, ma può aumentare fino al 35% se si utilizzano moduli Made in EUiscritti al registro ENEA.
Per scuole, ospedali e impianti pubblici situati in comuni con meno di 15.000 abitanti, il contributo può arrivare addirittura al 100%.
Lo stanziamento complessivo per questa categoria è di 500 milioni di euro.


Costi ammissibili

Valgono gli stessi massimali previsti per le CER:

  • 1.500 €/kW fino a 20 kW,
  • 1.200 €/kW fino a 200 kW,
  • 1.100 €/kW fino a 600 kW,
  • 1.050 €/kW fino a 1.000 kW, e a 1.000 €/kWh per l’accumulo.


Requisiti tecnici

Gli impianti devono:

  • essere di potenza tra 2 kW e 1 MW;
  • operare in autoconsumo parziale;
  • utilizzare moduli e inverter nuovi e certificati CE;
  • garantire un rendimento minimo del 97% per gli inverter e del 90% dopo 10 anni per i moduli.


Un punto critico è il requisito di resistenza al carico di 5.400 Pa (circa 540 kg/m²): molti pannelli sul mercato non lo rispettano, quindi è necessario scegliere moduli con vetro da 4 mm.




4. FER X: il nuovo Conto Energia per il futuro


Il FER X è l’erede spirituale del vecchio Conto Energia e rappresenta la misura strutturale per incentivare la produzione da fonti rinnovabili.
Nasce dal recepimento della Direttiva Europea RED II e resterà, con ogni probabilità, il principale riferimento fino al 2030.


Come funziona ?

Nel 2025 sono disponibili 3 GW di capacità incentivabile per impianti sotto 1 MW.
Per impianti fino a 1 MW, il GSE garantisce una tariffa omnicomprensiva di 7,7 centesimi/kWh.

La durata dell’incentivo è ventennale.

Il regime prevede inoltre due procedure distinte di accesso: una per gli impianti inferiori a 1 MW e un’altra per gli impianti superiori a 1 MW, con regole tecniche e amministrative differenziate.


Impianti inferiori a 1 MW: regole, tariffe e requisiti di accesso

Per gli impianti con potenza nominale inferiore a 1 MW, il FER X prevede un meccanismo d’accesso diretto particolarmente interessante. La tariffa base è fissata a 7,7 centesimi di euro per ogni kWh prodotto, garantita per una durata di 20 anni.
Possono accedervi sia gli impianti di nuova costruzione sia i rifacimenti parziali (per la sola quota di potenziamento).


Tuttavia, per essere ammessi è necessario  che i lavori siano avviati solo dopo l’entrata in vigore del decreto FER X: interventi iniziati prima non possono beneficiare dell’incentivo.

È inoltre possibile, in qualunque momento, rinunciare all’incentivo; in tal caso il GSE applicherà un corrispettivo una tantum, che non potrà mai superare 180 euro per kW di potenza nominale.


Un altro elemento importante è la possibilità di richiedere l’incentivo solo per una quota della potenza totale installata. Questa flessibilità è utile in caso di impianti più grandi, nei quali solo una parte dell’energia prodotta si intende sottoporre al regime incentivato, lasciando la restante quota alla valorizzazione a mercato.


Impianti superiori a 1 MW: Aste, come funzionano e quali requisiti servono

Il FER X introduce una procedura d’asta competitiva per gli impianti di potenza superiore a 1 MW.
Le aste 2025 si sono già aperte, comprendendo sia i moduli fotovoltaici standard sia quelli conformi ai criteri NZIA
(ovvero privi di componentistica di origine cinese e prodotti in Europa, secondo i requisiti di autonomia industriale UE). La risposta del mercato è stata notevole, con oltre 10 GW di richieste a fronte degli 8 GW disponibili per il 2025, segno di un forte interesse del settore.

Per partecipare alle aste (o per l’accesso diretto) è necessario soddisfare una serie di requisiti documentali e finanziari:

  • Titolo abilitativo o, dove previsto, valutazione ambientale positiva;
  • Preventivo di connessione accettato e registrazione GAUDÌ (il registro anagrafico ufficiale degli impianti del GSE) validata;
  • Prova della solidità finanziaria, da dimostrare tramite:
  • disponibilità di un finanziamento già approvato oppure
  • adeguata capitalizzazione: è richiesto almeno il 10% dei costi di investimento in capitale proprio (considerando un costo di riferimento di 900 €/kW, per un impianto da 1 MW occorre un capitale sociale minimo di 90.000 euro).
  • Inoltre, per prendere parte all’asta, è obbligatorio presentare una cauzione a garanzia della serietà della candidatura.

A causa della forte competizione, i valori medi di aggiudicazione della prima asta sono previsti collocarsi sotto i 6,2 centesimi di euro per kWh.


Ci sono ulteriori requisiti tecnici imposti dal FER X: i componenti dell’impianto devono essere “di nuova costruzione” e sia i moduli che gli inverter devono essere forniti da aziende iscritte al Registro AEE. Infine, l’incentivo è riconosciuto fino a un massimo del 95% della potenza dell’impianto (percentuale da considerare nella pianificazione economica e finanziaria del progetto).


*Nota tecnica sul calcolo della potenza e requisiti componenti

Una novità tecnica importante del FER X riguarda la definizione di potenza nominale: per la prima volta la potenza d’impianto è determinata come la minore tra la somma delle potenze in corrente continua (la potenza DC dei moduli) e la potenza in alternata dell’inverter (la potenza AC connessa alla rete).

Questo apre la strada a un uso più efficiente del rendimento del campo fotovoltaico, consentendo agli operatori di sovradimensionare i moduli (più DC) rispetto alla potenza inverter/connessione (AC) ottenendo maggiore produzione in ore diffuse e, in alcuni casi, conservare lo status “sotto 1 MW” ai fini dell’accesso all’incentivo. Ad esempio, sarà possibile installare 1,3 MW di moduli DC su un inverter e una connessione da 1 MW AC e, a condizione che valgano gli altri requisiti, beneficiare della tariffa prevista per impianti “sotto 1 MW”.

Incrementi sulle tariffe*

Oltre alla tariffa base e alla quota variabile, il FER X prevede alcuni incrementi specifici a favore di impianti realizzati in condizioni particolari:

  • +27 €/MWh per impianti installati in sostituzione di coperture contenenti eternit o amianto.
  • +5 €/MWh per impianti installati su specchi d’acqua, come laghetti, bacini o serbatoi industriali.




5. Reddito Energetico Nazionale

Il Reddito Energetico è l’incentivo pensato per le famiglie a basso reddito. Permette di installare un impianto fotovoltaico in autoconsumo totale, senza sostenere alcun costo.


Chi può accedere ?

Il beneficio è riservato a:

  • nuclei con ISEE inferiore a 15.000 €,
  • oppure inferiore a 30.000 € se con almeno 4 figli a carico, e solo se proprietari dell’immobile (non affittuari).


Come funziona ?

  • Chi accede non deve pagare l’impianto fotovoltaico né le altre spese connesse, fatta eccezione per i corrispettivi dovuti al gestore di rete per il servizio di misura dell’energia prodotta.
  • Il contributo viene erogato direttamente dal GSE al soggetto realizzatore.
  • La quota massima erogabile è calcolata come:
  • Quota fissa: 2.000 €
  • Quota variabile: 1.500 € per ogni kW di potenza installata, con potenza contrattuale non superiore a 6 kW.


Le risorse 2025 risultano esaurite, ma il programma dovrebbe essere rifinanziato nel 2026.

Vantaggi pratici:

  • Accesso immediato a impianti fotovoltaici senza necessità di capienza fiscale.
  • Possibilità di ridurre sensibilmente la bolletta elettrica per le famiglie beneficiarie.
  • Incentivo chiaro e diretto, calcolato su potenza installata, con quota fissa e variabile facilmente comprensibile.




6. Bando PMI

Il Bando PMI sostiene le piccole e medie imprese che installano impianti fotovoltaici o mini-eolici per l’autoconsumo.

Le agevolazioni sono concesse come contributo a fondo perduto, pari a:

  • 40% delle spese per le piccole imprese,
  • 30% per le medie, con un ulteriore 30% per i sistemi di accumulo e fino al 50% per la diagnosi energetica.


Requisiti

  • L’investimento deve riguardare edifici esistenti destinati all’attività produttiva.
  • L’energia prodotta deve essere autoconsumata; l’eccedenza può essere accumulata o ceduta alle configurazioni di autoconsumo previste dal D.Lgs. 199/2021.
  • Le spese devono essere comprese tra 30.000 e 1.000.000 di euro.

 



  • I privati trovano nella detrazione fiscale e nelle Comunità Energetiche due strade principali,
  • le aziende possono contare su Transizione 5.0, FER X e Bando PMI,
  • le pubbliche amministrazioni e le realtà del terziario beneficiano del Conto Termico 3.0.
  • Infine, le famiglie più fragili possono accedere al Reddito Energetico, uno strumento di equità energetica.


La sfida, per chi investe oggi, è orientarsi tra le varie formule, verificare le compatibilità tra gli incentivi e affidarsi a professionisti aggiornati.







Crediti post by FuturaSun


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